Consorzio dello Scalogno di Romagna

Il Consorzio dello Scalogno di Romagna nasce il 27 giugno 2018, a distanza di 21 anni dal prestigioso riconoscimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), e riunisce volenterosi soci agricoltori che uniscono le loro pluriennali esperienze nella coltivazione del prodotto al fine di migliorare le tecniche di coltivazione e di conservazione di quello che, a tutti gli effetti, è per il nostro territorio una grande opportunità ed un bene da valorizzare. L'attenzione verso la natura è uno dei cardini su cui si fonda il nostro Consorzio e a questo fine la coltivazione del bulbo sarà improntata sia attraverso un utilizzo intelligente della lotta integrata, sia con un approccio completamente biologico.
Il primo obiettivo che si prefigge il Consorzio è quello di aumentare la superficie coltivata e di conseguenza la produzione; a questo scopo, parte del raccolto di ogni anno viene trattenuto per il trapianto invernale. Grazie a questi accorgimenti il raccolto vedrà, ogni anno, quantitativi più rilevanti con la possibilità di espandere il mercato in modo significativo.
Lo scalogno, coltivato in questo territorio da tempi antichissimi (l'origine del nome si fa risalire al periodo celtico), fa parte delle Liliacee ed è un prodotto unico nel suo genere poiché la pianta non produce fiore, rendendo perciò impossibile la riproduzione per seme. L'unica tecnica di riproduzione permessa dalla pianta è tramite divisione e riutilizzo dei bulbilli, caratteristica che ha mantenuto inalterato il corredo genetico dello scalogno nei secoli.
Tra le numerose virtù del nostro prodotto possiamo trovare alti contenuti in sali minerali, effetti positivi sull'abbassamento della pressione sanguigna e proprietà depurative riguardanti l'intestino.
La coltivazione dello scalogno è attentamente controllata e vincolata ad uno specifico disciplinare di produzione e l'ottenimento del marchio IGP condizionato all'adesione del piano di controlli dell'ente atto alla certificazione.